Dalla piega presa dalla dialettica politica del Comune di Sovicille, pare che in molti si siano dimenticati che siamo nel corso di una crisi economica di dimensioni globali come epocali; sarebbe necessario che la politica del territorio, in campagna elettorale, parlasse di temi cari alla cittadinanza, come lavoro e precarietà, e di etica della politica. E’ necessario chiarire se si propone una linea di sviluppo socialista oppure post-comunista, oppure liberale. In fasi di rallentamento congiunturale occorre dare una certa priorità all’emergenza economica e chiarire, nei confronti della cittadinanza, la tipologia dell’approccio “scaccia-crisi” locale. Le polemiche, invece, si sono focalizzate, volutamente da parte dello schieramento polemizzante, sul solito confronto denigratorio tra “destra” e “sinistra”, privando di attenzione i contenuti. Ricordiamo che buona parte dello schieramento del centrosinistra appoggerà Innocenti, rendendolo, nella sostanza, un
candidato “neutro”, un “cittadino” al vaglio degli elettori, non un burocrate, ma un cittadino.
Scriviamo questo comunicato perché tuttora non abbiamo chiaro se il rilancio, secondo i polemizzatori, si baserà su di un’impronta statalista e protezionista, oppure se si deciderà di rilanciare il settore privato con una nuova proposta liberale. Una grande opera infrastrutturale, ad esempio, rivelerebbe la prosecuzione di un approccio statalista, che la teoria economica ci insegna inefficiente, vecchio, sprecone e superato. Sono necessari, al contrario, proposte più “sottili” quanto lungimiranti, che guardino lontano senza provocare distorsioni al sistema economico, come la crescita della piccola media impresa privata non solo nella quantità ma anche nella qualità e competitività, l’aumento del tasso di apertura
dell’economia locale, (cioè dell’incidenza delle esportazioni sul prodotto interno), lo sviluppo di società di consulenza che amplino il ventaglio del terziario avanzato locale.
Per uscire dalla crisi, la voglia di cambiare deve venire dal basso e le istituzioni devono assurgere al ruolo di arbitro, non di allenatore di una squadra contro l’altra. In questo, occorre dare buoni incentivi e anche della buona formazione di qualità, per rendere il sistema produttivo più efficiente ed efficace. I “Cittadini per Sovicille” hanno chiaro che per uscire da una fase storica di recessione occorre cambiare anche la cultura della produzione del territorio, coadiuvando emulazione dei settori più competitivi alla originalità dei talenti del territorio.
Non pensiamo che la demonizzazione della lista civica possa diminuirne il consenso, né che la Berlusconizzazione del candidato Innocenti possa denigrarla agli occhi degli elettori. Innocenti è iscritto al PD, ma il PD di Sovicille non ha voluto fare le primarie, né si è dimostrato disponibile a scegliere democraticamente le candidature. Un partito senza democrazia interna non può dirsi democratico, né di centrosinistra. Lasciamo agli elettori la sentenza delle urne.
Associazione “Giovani Democratici”